Ieri il Parlamento ha votato l’invio delle armi in Ucraina.

Di Maio ha preso l ‘occasione per fondare un nuovo gruppo parlamentare di centro in opposione a Conte, così da liberarsi del cappio del secondo mandato…

Davanti a ciò il grande Totò avrebbe esaurito il repertorio di motti,sberleffi e pernacchie.

Soprattutto nell’apprendere che abbiamo confermato oggi, mese di giugno del 2022, che l’ Italia è un paese in guerra.

La frase la senti pronunciare soprattutto da chi è perplesso che il governo mandi armi all’Ucraina,voti sanzioni commerciali vs.la Russia,non convinca Zelenski a smetterla di difendersi etc

Dire poi che la guerra ci sarà anche qui, è la continuazione della mitologia della guerra di quando eravamo in pandemia: sorseggiamo buoni drink in riva al mare,in attesa dell’Apocalisse.

L’enfasi comoda della tragedia,ma la Italia e’ in guerra come tutti i paesi che guardano l’operazione speciale in TV.

Ancora oggi,nel quarto mese di conflitto, comunque,le contrapposizioni significano la guerra incivile parolaia fra fazioni guelfe e ghibelline pacifiste pro Putin,interventiste pro Zelensky,equidistanti come Pilato, perché sono tutti d’accordo che alla fine sulla croce ci vadano solo i poveracci.

Dopo mesi di guerra, però,la rissa continua non accontenta nemmeno il tifo più becero.

Perché quello di sentirsi un paese in guerra,che fa enormi sacrifici per sostenere le scelte della Nato è una visione da emergenza continua,da Armageddon alla portata del comune sentire che stanca anche il bellicismo mediatico.

Da noi c’è una guerra verso i poveracci che non conosce pause, ché l’inflazione aumenta nell’acquisto di beni primari: tutte cose che da quando è scoppiata la pandemia e poi la guerra ci ripetiamo un giorno sì e uno anche.

La questione sociale è aggravata dalla guerra,ovvio,ma non siamo in guerra perché Salvini voleva andare a Mosca a mediare,dopo che ha mediato sulle balneari,o che Di Maio abbia fondato “insieme per il futuro”.

Essere in guerra non è da dire nemmeno per scherzo, il piagnisteo a proposito è offensivo per chi soffre davvero.

Facciamo i miseri quando ci conviene,quando invece percepiamo che il paese è fermo su tutto,sia dal punto di vista dei diritti civili che dei diritti sociali,che dei doveri costituzionali,allora è colpa della guerra,degli americani, dell’Europa, dell’euro,di Putin…del dove eravate..

Così la classe politica si sente sempre in prima linea,pronta all’eroismo di facciata.

E il qualunquismo del popolo somaro si salva sempre.

Una pernacchia ci salverà.