En Marche di Macron vince il primo turno delle Presidenziali in Francia con il 27,6,Marine Le Pen,a questo punto eterna seconda,sta al 23,41, la Gauche radicale di Melenchon con il 21,95 fa il il botto e assicura il sostegno a Macron nel ballottaggio del secondo turno.

Questo non significa che a Parigi le forze di destra antidemocratiche abbiano perso.

Anche qui come in Italia non solo sovranismo e populismo sono trasversali a più di una formazione, ma il disagio sociale verso i partiti ha voluto dire la più bassa affluenza dal 2002 (65%) con un’astensione, si presume, anche a sinistra.

Chissà cosa pensano i fascio leghisti italioti della vittoria di Macron – Draghi che ha toppato quella di Orban alle ultime elezioni in Ungheria.

Ormai la reazione radicale poggia sulla violenza di Putin,sulla intolleranza dei diritti civili di Orban,sul neonazismo di formazione politiche che a Budapest sono entrate in Parlamento e che nell’Europa dell’est hanno seguaci dappertutto.

E soprattutto su un sistema di valori che puzzano comunque di estrema destra, anche se, come sembra, la destra assicura quei ceti andati in malora con la crisi del 2008, la globalizzazione selvaggia, l’imperialsimo delle multinazionali.

Se ci aggiungi la vittoria del presidente serbo di destra Vucic a Belgrado,la neutralità di facciata della Cina di Xi Jnping puoi capire perché in Francia il 24 aprile si giocherà una partita decisiva per l’Europa che, con tutti i suoi difetti, può assicurare un futuro che non necessariamente debba fare riferimento al sistema putiniano, o amerikano.

Se la deriva illiberale di Orban,punto di riferimento della Meloni, trionfa come nella Russia di Putin, là dove la globalizzazione mette in discussione secondo vulgata tradizioni millenarie di valori ortodossi nazionalisti, non tanto la civiltà cristiana, la vittoria di Macron,potrebbe spegnere momentaneamente il fuoco di un incendio dell’Europa che comincia dall’Ucraina.

Quindi il nazionalismo, il patriottismo, l’impegno delle confraternite della destra forcaiola sono impegnati nell’equidistanza fra profitti di guerra e populismo antioccidentale.

In Italia il populismo cova sotto la cenere anche se Grillo parla d’altro con una faccia tosta indegna di un comico di professione alla Zelensky. Gli stalinisti minoritari( 300.000 voti) quelli è tutta colpa della Nato dal 1949, l’anno di fondazione contano poco.

Le strategie della destra in Italia guardano con una certa apprensione alla deriva prettamente imperialista dell’Est Europa putiniana per via di una guerra che ha diviso il fronte di Visegrad ( Polonia da una parte e Ungheria dall’altra): è pronta a vincere le elezioni senza bisogno del fascistume locale.

Non c’è più bisogno di Forza Nuova e Casa Pound ( oggettivamente in disgrazia dopo la Camera del lavoro romana) o dei no vax fondamentalisti per attaccare la democrazia in Italia: basta il pensiero forte della criminalità di Putin per creare sfascismo.

Dal punto di vista della democrazia due anni di pandemia e la guerra hanno portato solo macerie all’interno di uno schieramento di sinistra che si ricompattava almeno sull’antifascismo.

Ogni tentativo di superare la finta guerra ideologica, partorita sulla pelle dei più disgraziati dai nazionalismi reazionari ,secondo me, trova fortuna solo in quella sinistra antagonista da sempre contro la guerra e tesa alla giustizia sociale.

Bisogna essere contenti allora che Melenchon sosterrà Macron,il presidente più vanitoso della storia di Francia.

Immagini di repertorio