E’ il cattivone David Craig nel film” Era mio padre” di Sam Mendes”, dato recentemente in Tv, che dice ad un bimbo di 9 anni che la cerimonia di suffragio per un familiare a cui assistevano era puramente ipocrita retorica.

La cerimonia inneggiava alla benevolenza del defunto e del padrone di casa e di tutti i presenti, mentre tutti sapevano che la stanza era zeppa di criminali e di impostoti.

Mi è rimasta in mente una frase banalmente normale perchè davanti all’ennesima crisi violenta della pandemia che metterà in ginocchio ancora di più il paese dal punto di vista morale, sociale ed economico, si stanno ripetendo le stesse e identiche cose che si dicevano a marzo come se in tutto questo tempo non avessimo imparato la decenza del silenzio introspettivo.

“Nel senso prima di parlare pensa, e prima di pensare, rifletti”….

L’ansia da prestazione comunicativa del tempo triste in cui viviamo, infatti, sfodera solo mode parolaie, modi di dire universali, che quando si ripetono all’indefinito diventano mantra ridicoli:

“Niente sarà come prima, oppure ce la faremo, oppure bisogna puntare sulla digitalizzazione, sulla formazione, oppure i giovani sono al primo posto, oppure non ce lo possiamo permettere, oppure comunque siamo i migliori in Europa, oppure nessuno sarà lasciato indietro, oppure il governo è in confusione, oppure bisogna evitare il conflitto stato – regioni, oppure bisogna tutelare le donne che lavorano, dare loro parità di salario, occuparsi dei bambini delle zone povere, oppure aumentare gli stipendi alla sanità….. ECCCCCCCCCCCCCCCCCCCETERA”

eppure….tutto è così fottutamente ridicolo.

Perchè veramente tragico è il vissuto quotidiano dei senza speranza, che qualche liberale di estrema destra da strapazzo dice che ci sono sempre stati.

E non il caso di esaltare il pauperismo come fanno il Papa e /o i comunisti.

Perchè veramente violento è negare l’evidenza di una pandemia che ha aggravato notevolmente le speranze di una vita migliore per tutti.

La fraternità, l’uguaglianza, e la libertà della Rivoluzione Francese, le idee di valore universali della rivoluzione borghese è schifata oggi dalle classi dominanti.

La pace, il lavoro e la libertà dallo sfruttamento delle rivoluzioni del movimento operaio e proletario sono considerate superate da un’umanità che vuole solo vivere consumando il superfluo.

Ma fottutamente ridicolo è lo spettacolo della crisi, del talk show allarmista che predica umiltà in mezzo agli spot di consumi per la classe abbiente, dei no mask delle classi dirigenti che predicano male e razzolano peggio: danno il cattivo esempio, ma ricorrono al conto in banca per curarsi.

Delle promesse fatte a parole, delle migliaia di decreti attuativi che non si attuano il ridicolo è che le norme delle facilitazioni sono maggiori delle regole.

Ridicolo è l’europeismo parolaio di Salvini, ridicolo è pensare che il caporalato mafioso sia un incidente di percorso sulla via del mercato mentre è l’essenza globale del nuovo modo di produrre profitti.

Ridicola è la guerra quotidiana alla coerenza nel bene, che significa fare il proprio dovere nel rispetto di se tesso e degli altri.

Ridicole sono le menzogne che continuano a dirci che siamo tutti sulla stessa barca: non solo non c’è più religione in senso latino ( ciò che lega):

Non c’è più il senso del ridicolo.

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