L’attentato di Londra, cuore occidentale della democrazia, è una tragedia vera per l’Inghilterra, l’Europa e per chi ama la pace e la fratellanza fra i popoli.

Ma non è una novità, è una vicenda complessa, che riguarda l’estremismo fondamentalista islamico, ma non certo tutti i musulmani.

Ci ritorneremo con calma.

La novità è che mentre a Londra tornava il terrore dei nuovi kamikaze,  a Roma scoppiava la bagarre per i vitalizi, l’unica idea di valore che unisce il frantumato parlamento italiano.

Ci sarà un contributo di solidarietà sui vitalizi pregressi, quelli per cui  un parlamentare prendeva una barcata di soldi dopo 5 anni di  legislatura.

L’istituto che consente ad un parlamentare di poter usufruire della pensione dopo 4 anni, 6 mesi un giorno è stato salvato.

Il Pd, che continua a chiamare squadrismo quello dei cinque stelle, sta portando, insieme al centro destra, e a tutti gli altri gruppi parlamentari acqua al mulino del cosiddetto fascio – populismo ( anche  se la Lega e Fratelli d’Italia, quando si parla di soldi, sono schierati con i democratici!)

Bel colpo ragazzi!

Luigi Manconi, ex Lotta continua e ora parlamentare del Pd, presidente della commissione diritti umani,   è stato molto sincero rivendicando il salvataggio di Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1 dalla decadenza da senatore.

Siamo sicuri che lo sarà anche quando verrà votata la proposta del suo partito: e in piena libertà di coscienza voterà per l’abolizione del vitalizio.

Anche se la libertà di coscienza c’entra ben poco.

La legge Severino, che prevede la decadenza da senatore se questi ha subito una pena passata in giudicato superiore ai due anni, sarà pure una legge sbagliata, ma andava rispettata.

L’abolizione dei privilegi sulla pensione dei parlamentari è chiesta dalla maggioranza degli italiani,e caldeggiata dal demagogo Boeri, presidente dell’Inps.

Se si guarda alla libertà di coscienza allora la legge sull’aborto verrebbe di fatto annullata, se tutti i medici fossero moralmente contro, quella delle unioni civili pure, quella sul fine vita non  sarebbe manco da discutere.

Solo che il mestiere di senatore, non può essere rinnegato, quando si tratta di confermare una legge voluta dal parlamento stesso.

Sul vitalizio, poi, è ora di mettere la parola fine.

I cinque stelle, in questo caso hanno ragione,c’è poco da fare.

Manconi e gli altri hanno tutto il diritto di salvare la loro coscienza infelice, ma questo c’entra poco con quelle istituzioni repubblicane che vogliono difendere dalla deriva populista.

Beati i primi, perchè lo saranno sempre.