La sinistra parlamentare è  in crisi, in Italia e in tutta Europa.

A forza di giudicare ogni forma di antagonismo come estremismo, ha scoperto che le disuguaglianze creano rabbia e rancore.

La  divisione in liberali e socialdemocratici, nella prassi, è risultata una soluzione di facciata, un gioco delle parti per tenersi il potere in sindacati e corporazioni varie.

La novità storica è che il socialismo sembra un reperto archeologico.

Sono stati anni di vacche grasse per chi ha scoperto che la democrazia è imperfetta, ma è il solo sistema possibile.

Con questa scusa, la ricerca di una via  grigia, opaca, ma rassicurante, è stata fedelmente interpretata, non solo in Italia, dal blairismo, dal clintonismo,  e poi dal renzismo, fuori tempo massimo.

Bastava che Tony Blair, non fosse Toni Negri, o Toni Renis, per cantare la canzone del politicamente corretto:le libertà civili, dovevano compensare l’austerità sui più deboli.

Così l’ex proletariato, diventato plebe senza identità, ha finito per abbracciare idee di destra, antidemocratiche, anti liberali e pure suicide.

Barche a vela, novelle cousine,vacanze iper intelligenti,disprezzo per la cultura dei barbari con telefonino e niente libri, hanno portato la sinistra radical – choc a difendere il migliore dei mondi possibili,( ci sono dentro tutti, anche gli extraparlamentari del “formidabile quegli anni”).

Trump, Putin, la Brexit, la tragedia dei migranti, la morsa della crisi, il calo dei consumi,la rabbia dei tagliati fuori, non ha nessuna prateria a sinistra.

La valle della morte delle idee rivoluzionarie è solo nera e quasi senza speranza.

Per ora.

Fare qualcosa di sinistra, e non solo dirla,  è il minimo che si possa fare per chi ha detto di essere stato un ” comunista”.

 E il non piangersi addosso, facendo finta di essere romantici perdenti, di utopistiche battaglie,è una forma di onestà intellettuale.

Avendo sotterrato la lotta di classe si è sotterrata la dignità di milioni di persone.

I veri estremisti del” tirare a campare siete voi”, ex et post marxisti dei miei stivali.