Il 10 settembre del 2010 alcuni sedicenti kompagni antifascisti di Parma stuprarono una ragazza in branco.

Non contenti del crimine filmarono lo stupro, facendolo circolare all’interno del collettivo.

La vicenda, rimasta sepolta da un muro di omertà mafiosa,  e’trapelata dopo 6 anni.

Non c’è stato un gran pandemonio, fra il popolo della sinistra dei centri sociali,alla notizia. Sì, c’è stato un interrogarsi nei vari spazi antagonisti sulla questione, con condanna morale del fatto…

E ci mancherebbe altro!

Però,a quanto risulta, particolari reazioni a livello nazionale, con grancassa mediatica, non hanno avuto luogo.

Per ora ci ha pensato la famigerata magistratura borghese a mettere sul banco degli imputati  due (anti)fascisti criminali.

 Nessuna grande manifestazione contro la violenza sulle donne ha messo in primo piano un fatto gravissimo come questo.

Se lo stupro fosse avvenuto per opera di criminali di destra,   gli stessi stupratori sarebbero stati in prima fila a denunciare la deriva sessista e fascista della nuova destra radicale.

Solo alcuni gruppi femministi hanno divulgato la schifezza. La ragazza, vittima dell’aggressione è stata giudicata un’infame. Il consiglio che l’ambiente le ha dato è quello di ” TACI CON GLI SBIRRI”.Il movimento si è spaccato, forse doveva sciogliersi..