L’aforisma di Bertold Brecht, noto  e usato, è anche frutto di molteplici interpretazioni.

I posti, come si sa, sono sempre occupati, soprattutto i posti a sedere in prima fila, quelli comodi, quelli dei primi della classe,non in senso scolastico.

Per cui i posti occupati sono sempre di quelli che  hanno qualcosa  da dire,  da dare,ma sopratutto  da prendere.

Ogni riferimento   alla corruzione nazionale, politico – mafiosa è puramente casuale.

“Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni”, come diceva il nostro filosofo di Treviri ( Carlone, per il popolo del Web), è andato a farsi benedire.

Prevedeva una società nella quale uomini e donne lavorassero non per un salario, ma per l’emancipazione di se stessi  e dell’altro  uomo.

E’ finita male: uguaglianza al ribasso, nella povertà, nessuna competizione e quindi poca libertà di intraprendere e di parlare.

Il sistema del socialismo pratico è stato il nemico principale della libertà e del liberalismo per un secolo, dalla rivoluzione di ottobre in poi, si dice oggi a livello accademico e pubblicistico. 

Il criminale Stalin,però, alleato con Churchill e Roosevelt contro il nazifascismo, salvò il capitalismo liberale con la vittoria della democrazia nella seconda guerra mondiale.

Una buona parte del welfare dal basso, è frutto della lotta contro l’imperialismo onnivoro che ha salvato milioni di uomini dalla fame e dalla malattia nel Terzo mondo.

I comunisti, in tutto il mondo, si sono battuti contro l’analfabetismo e per una sanità per tutti.

Il prezzo che ha dovuto pagare il genere umano, mette i comunisti dalla parte del torto, oggettivamente.

Ci vuole però uno sforzo,  per digerire le schifezze dei guru dell’impero mediatico.

Il” nuovo pensiero benpensante del politicamente corretto”,  ha scoperto la povertà, ha scoperto il bisogno, ha scoperto l’indigenza, ha scoperto che il capitalismo, libero e selvaggio, ha creato danni irreparabili nelle carne e nello spirito di milioni o miliardi di persone.

A Davos, in Svizzera,    i ricchi del pianeta hanno ribadito che le disuguaglianze crescenti, per cui otto superpaperoni hanno la stessa ricchezza di metà dell’umanità, porterà alla rivolta e alla rabbia, nonchè alla crisi della democrazia.

Quando lo dicevano i no global e il movimento di Genova furono mazzate per tutti quelli che  contestavano la nuova torta, fatta non certo di investimenti, ma dalla ricchezza facile della finanza e della rendita.

Così, moderati riformisti benpensanti e  liberali di buoni studi,prima della crisi del 2008, facevano passare per estremiste tesi che oggi vengono predicate nelle Chiese e negli oratori.

La ragione dei nuovi conformisti, molto anticomunisti e anche populisti, molto liberisti e poco democratici, è sconcertante:peccato che non ci sia più una vera sinistra di classe, dicono,ma loro stessi, quando c’era, la bollavano come antistorica.

Per questo voglio un posto dalla parte del torto, quello dell’imperialismo dal volto umano ha già occupato i posti della “corretta democrazia”.

Ogni periodo storico ha le  sue tragedie e le sue commedie.

La buona fede, di cui ci si vanta per scusare pure le malefatte quotidiane, è un fatto che riguarda la singolarità  individuale,ma  se si tramuta in progetto politico, tutti abbiamo ragione, e nessuno torto.

Le ventilate elezioni a giugno saranno invocare come la medicina di tutti i mali, per chi non vuole cambiare posto e non avere torto.

Sono già fuori dall’assegnazione dei giusti posti quelli che oggi andranno a lavorare all’Italsider di Taranto, offrendo forza- lavoro  per un salario da cancro ai polmoni, per loro, almeno, un posto dalla parte del torto bisogna riconoscerlo.

Anche se il  posto  più occupato è quello dello” spettacolo  della sofferenza” in TV o sul WEB

Voglio  stare dalla parte del torto, se la ragione è quella che ha scoperto che la povertà e la miseria, sono da vendere come qualsiasi altro prodotto.

Carlone, ( Karl Marx), diceva a proposito che” le idee dominanti sono quelle della classe dominante”.