Il ministro Poletti, quello del Jobs Act, si è distinto ancora una volta per la sua sicumera.

Si è scusato per aver dichiarato che” certi giovani ( quelli che vanno all’estero a lavorare), è meglio non averli fra i piedi”,( oggi si scusano tutti,è uno sport nazionale del post – malcostume).

E’ un’arroganza che nasconde  terribili mancanze: di saggezza, di intelligenza, di sensibilità.

Che un ministro del lavoro del genere possa definirsi di sinistra, è un  oltraggio alla storia del movimento operaio.  

 

Il nostro si affretta a voler cambiare il jobs act, prima che un referendum lo seppellisca definitivamente nel cimitero degli asini.

Giulianone, non solo fa perdere fiducia nello Stato, ma fa perdere anche voti alla sinistra, ( il che  importa meno).

E i disoccupati, gli operai, i precari, dovrebbero votare un “kompagno”, come il genio di Imola?