Speriamo di non dover etichettare domenica 4 dicembre come una maledetta domenica.

Anche se i presupposti ci sono.

Intanto, ed è la cosa più seria, in Austria, si voterà nuovamente per il ballottaggio alla presidenza della Repubblica.

L’allarme tra gli austriaci democratici non è un’esagerazione.

La signora Gertrude, deportata ad Auschwitz quando aveva 16 anni, ha invitato gli austriaci a non votare Norbert Hofer, candidato della Fpo, partito nazionalista con retaggi nazionalsocialisti contro gli emigrati, ricordando ai giovani il periodo del Terzo Reich.

Se si nota il tema è sempre quello che attraversa l’Occidente progredito ed ex progressista. Crisi economica, paura degli immigrati, paura degli stranieri.

La soluzione?

Bisogna tornare alle camicie brune, alle camicie nere, alle camicie verdi…..

Aggiungere che si spera vinca il rappresentante dei Verdi, Alexander Van der Bellen, è superfluo.

Poi c’è il referendum sul SI’ e NO alla riforma costituzionale che è stato il tema dominante degli ultimi quattro mesi della vita politica italiana.

Si gioca molto Renzi, si gioca molto Grillo, si gioca tutto Berlusconi per la sua ridiscesa in campo.

Andare a votare è un diritto – dovere che è sinonimo di libertà.

Il popolo è sovrano e molte volte somaro, quando vota quello che non pensiamo, ma poi chi vince ha sempre ragione.

Ho già scritto su questo blog quello che penso.

La Costituzione più bella del mondo, è la più vilipesa del mondo:

Fosse più rispettata tutti i giorni sarebbe meglio per tutti.

L’eredità di mio nonno antifascista che fu massacrato durante la Marcia su Roma e di mio padre partigiano,( insegnamento fondamentale per me), non ha certo bisogno di  essere cristallizzata nel voto referendario.

E ‘ vietato dal Vangelo dare le perle ai porci…

Malfattori, Camorristi, Corruttori della Kasta, gentaglia alla caccia di una poltrona, alla scadenza elettorale diventano raffinati maestri di pensiero democratico: alcuni voteranno sì, altri no, altri non andranno a votare.

Inutile fare sillogismi del tipo:

Tutti quelli che votano sì,sono d’accordo con JP. Morgan.

Tutti quelli che votano No, sono d’accordo con Berlusconi e Casa Pound.

Tutti quelli che si astengono, fanno il gioco dell’avversario.

Questo modo di pensare mi lascia assolutamente indifferente.

La battaglia referendaria a me sa di fasullo, di volutamente costruito per trovare strade per una KASTA dirigente che non sa cosa fare.

Cacciari, acuto osservatore di una casta” dal volto umano”, parla di crisi di sistema e ha ragione.

Ci vuol ben altro che una finta guerra civile sul referendum.

Comunque vada il dado è tratto: vincesse  il SI’ avrebbero vinto i poteri forti, vincesse il  NO avrebbe vinto il popolo della Costituzione, secondo manicheismi diffusi.

In realtà, e in tutta modestia, l’ho scritto più volte non vince e non perde nessuno.  La fase nuova che si aprirà sara vecchia, il copione logoro, gli attori stanchi.

Larghe intese e governo tecnico, fibrillazione dei mercati, auspicio di Grillo alla pena di morte per Renzi,pernacchie, corna e simili vari per tutti se vince il No e anche il SI’.

Caos calmo, tempeste in un bicchiere d’acqua, tanto rumore per nulla?

Meno male che poi c’è il ponte dell’Immacolata, poi il Natale…e vai.

Non mi riconosco in alcun schieramento, può capitare.

” Turarsi il naso” e votare il meno peggio, è un problema per il naso, anche se il sentimento di incertezza che attraversa milioni di italiani è normale.

Ci sono, entrando nel merito, cose del Sì’ che si possono votare e cose del NO che si possono  condividere.

Ma il pasticcio, come detto, strumentale e furbo per metterla in rissa politica, è stato già fatto.

Alla fine il referendum è per Renzi o contro Renzi.

Ci sono anche i funerali di Fidel Castro,  nella maledetta domenica.

Lì sì che c’è in ballo il futuro, lì si che si giocano i destini di un popolo.

Da noi, sembra di essere “sulla Penisola che non c’è”, talmente è sproporzionato l’accanimento con il quale si combatte la battaglia referendaria.

Secondo me GLI INVISIBILI, i veri morti di fame, i diseredati  nuovi e vecchi, per i quali a parole si battono tutti, se la vedranno brutta comunque.

Non è certo con le panze più o meno gonfie di presunzione, pregiudizi, razzismo latente, qualunquismo strisciante, privilegio incalzante, spocchia intellettuale,  che si intraprenderà una strada più giusta, nel senso di più vera..

Dal niente non nasce niente, scriveva Lucrezio.

De Andrè cantava ” dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

Voterò sì et no, mi asterrò, o annullerò, secondo incoscienza.