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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

7.12 Dall’analfabetismo storico, all’alternativa della mediocrità plebea

Che pochi sapessero di Covid, e tutti parlassero di Covid sui social e Tv come fossero scienziati, era plausibile.

Se la paura di morire fa novanta,la diagnosi può essere variegata:dai no vax era nata l’apocalisse epidemica che avrebbe falcidiato la vita sulla terra.

Dubbio,precauzione,prevenzione,complotto e vai con ogni forma di fondamentalismo settario.

Ma da quando è scoppiata la guerra in Ucraina e l’ estrema destra è al governo la storia e la storiografia impazzano sui social ad ogni livello.

Se uno ci dice che è medico di se stesso,solitamente non si obietta, purché rispetti la salute altrui.

Se uno invece afferma che è storico di se stesso, viene qualche dubbio in proposito.

Non si vuol dire che non vi siano autodidatti che ne sanno più dei professori.

Si vuol sottolineate che oggi qualsiasi evento quotidiano entra nella storia il giorno dopo, con estrema facilità.

Longform, fiction, servizi speciali ,instant book,interviste esclusive: tutto fa spettacolo,tutto fa audience,pardon tutto fa storia.

I vincitori elettorali di oggi, poi, la storia la ribaltano a loro uso e consumo denunciando,ad esempio, l’egemonia gramsciana nel regno della cultura.

Non è solo questione di revisionismo, è sempre solo questione di fare della storia argomento da social,tifo maldestro e ottuso, scorciatoia per la propria identità.

Da quando è iniziata la guerra in Ucraina,ad esempio,sono comparsi storici di grande “fame”.

Sono quelli che pontificano in talk show sbagliando date,situazioni,(la Nato non sono solo gli Usa,ad esempio) confondendo le statistiche fondate, con la dossografia del momento.

Doxa alternativa,secondo i fautori,che ignorano recisamente ogni episteme a loro sfavore.

Bandera,battaglione Azov,Ucraina,Crimea,Donbas,sono diventati luoghi comuni per ricostruzioni dove gli ucraini erano tutti nazisti,i russi tutti comunisti.

Cercano un posto al sole, i giornalisti diventati storici improvvisati.

Così come gli asini da tastiera ragliano come cronisti di guerra dai loro siti,basandosi su statistiche di agenzie di provenienza dubbia (Byoblu su tutti ).

Appartengono al rampantismo dell’intellighenzia nero,verde,gialla azzurra, ma anche alla sinistra dura e pura con stipendi e pensioni d’oro: improvvisano sulla storia dell’Urss,ignorano che Krusciov e Breznev erano ucraini, Cernenko figlio di un kulako ucraino etc.

Confondono Ucraina occidentale con Ucraina Orientale,da sempre filo russa..

Omettono il dettaglio che il genocidio stalinista degli ucraini nel 1932 -1933,la famosa carestia provocata da Stalin fece milioni di vittime tra la popolazione ucraina.

E sì che molte volte basta l’accortezza e l’umiltà di consultare fonti pop come Wikipedia,Google…le bestialità quindi sono frutto di presunzione e malafede.

Plebei sono pleblei,nel senso spregiativo di mediocri,pure se travestiti da affabulatori per tavole rotonde per teste quadre.

La disinvoltura, poi,con la quale ex, post, ante fascist mentono sulla tragedia della nostra eterna guerra civile è liturgia diffamatoria.

Mettono nel calderone del terrorismo i gruppi della sinistra extraparlamentare con speciale riguardo a Lotta Continua,Potere Operaio e anarchici,fanno del fascismo e del nazismo una storia morta e sepolta dal 1945,dimenticando la strategia della tensione.

Quando parlano delle foibe dimenticano di elencare i misfatti perpetrati dalle camicie nere nei Balcani .

Sono dei revisionisti del conto in banca: se la filosofia non dà pane,la storia può offrire un companatico sostenibile con le menzogne.

Poi si ritrovano tutti su Internet,con adulatori che fanno il tifo senza sapere di cosa si parla..

La mediocrità è andata al potere con la cultura di massa,coinvolge e travolge la seria ricerca,fiuta il vento cambiato.

Organo di stampa del 1942,attuale

5.12 -“Quello che è pericoloso è l’uomo comune”, Primo Levi

È noto che Primo Levi ebbe difficoltà a trovare un editore per il manoscritto del libro “Se questo è un uomo”.

Fu rifiutato da Einaudi:anche per il grandissimo Cesare Pavese erano già stati scritti troppi libri sull’Olocausto.

Vendette cosi un centinaio di copie, quando la prima edizione uscì nel 1947, edita da una casa editrice minore e quasi sconosciuta.

La brevissima premessa per sottolineare che Primo Levi da subito fu veramente autore la cui narrazione risultava un pugno nello stomaco,per chi voleva dimenticare l’Inferno sulla terra.

E nell’affermazione “che l’uomo comune è pericoloso” vi è già chiaramente l’anticipazione concettuale della banalità del male di Hanna Arendt.

L’uomo comune ( umanità) è quello che indica il male a 180 gradi,dimenticandosi di se stesso e degli altri 180.

La sua quiete coincide con l’accettare l’ingiustizia come cosa naturale, la sua ira è sempre rivolta contro chi minaccia il suo egoismo.

Crede che le idee di valore siano buone per i perdigiorno,gli idealisti ingenui,che possono permettersi il lusso di tentare di migliorare il mondo.

Quando qualcuno ci prova e poi perde è un fallito e il suo coraggio ha quello che si merita.

Primo Levi scrisse anche che i mostri esistono,ma sono gli uomini comuni i veri mostri.

I mostri veri sono quelli che ancora dicono quello è un ebreo,un mussulmano,un migrante,un drogato,un omosessuale,un negro e perché no,pure un comunista,solo perché è contrario a definire le ONG,scafisti di prima classe.

L’uomo comune è quello che chiama zecche gli antagonisti,quello che non è più il tempo del manganello perché la violenza la puoi esercitare sui social, l’uomo comune è l’impiegato del familismo più bieco e mafioso.

Se ne frega dei figli altrui,basta che non tocchi i suoi.

È quello per cui la coerenza deve essere sempre mostrata dal prossimo,mai da se stessi

È quello che sta sempre dalla parte del vincitore.

Soprattutto in Italia e’ quello che evade il fisco,ma si indigna per il reddito di cittadinanza.

Non ha colore,non è di sinistra, né sempre di destra, né di centro è tutte e tre le cose assieme…

L’ Italia avrebbe bisogno di operazioni speciali vs.l’uomo comune, fondatore del qualunquismo reazionario.

Meglio sarebbe un’operazione speciale etica urbi et orbi.

Pace e bene e chi è senza peccato lanci la prima pietra.

2.12 Quando c’era l’Armata Rossa e non l’armata russa: 1941, l’invasione dell’Unione Sovietica

Brano tratto da Operazione Barbarossa e Pearl Harbour e – book da 1939 1945 il racconto della guerra giusta di Pierluigi Raccagni gratuito 2 – 6 dicembre

IL MASSACRO PERFETTO: L’INVASIONE DELLA RUSSIA

Il 22 giugno alle prime ore del mattino i nazisti invasero l’Unione Sovietica.
La guerra diventò una guerra di sterminio conclamata e autorizzata dalle gerarchie del Terzo Reich.
Tutti si aspettavano la guerra, ma non quella guerra.
In fondo, come abbiamo visto in precedenza, il preludio dello sterminio di massa c’era stato in Polonia fin dal 1939: ora si trattava di mettere in pratica quello che nel Mein Kampf il Signore della morte aveva già delineato con oggettiva precisione e determinazione.
Non c’era solo in ballo lo spazio vitale per fare della Germania un impero che si estendesse dall’Atlantico agli Urali.
Il pericolo era il bolscevismo ebraico, quella miscela di materialismo e capitalismo che era stato il nemico numero uno della concezione nazional-socialista del mondo.
La guerra doveva essere spietata, crudele, abominevole, perché l’umanità andava salvata dal cancro della borghesia capitalista dell’Occidente, ma anche dai barbari d’Oriente.
“(…) quattro erano gli obiettivi che si intrecciavano l’un l’altro nella concezione della guerra ad oriente di Hitler: Lo sterminio della classe dirigente giudaico-bolscevica dell’Unione Sovietica inclusa la sua radice biologica costituita da milioni di ebrei dell’Europa centro orientale. La conquista di uno spazio coloniale per insediamenti tedeschi nelle zone della Russia ritenuti più fertili.

La decimazione delle popolazioni slave e la loro sottomissione al dominio tedesco nei quattro “commissariati del Reich” (…) retti da viceré tedeschi (…) i compiti affidati a questi commissariati del Reich consistevano nell’estirpare dalle masse slave qualsiasi ricordo del grande stato russo e di ridurre queste stesse masse in una condizione di ottusa e cieca obbedienza nei confronti dei nuovi “padroni”.
La realizzazione dell’autarchia in una grande “area” dell’Europa continentale sottoposta al dominio tedesco e a prova di blocco, rispetto alla quale i territori conquistati dell’Est avrebbero dovuto rappresentare il serbatoio presumibilmente inesauribile di materie prime e derrate alimentari”.
Cfr. Hillgruber, op. cit. pag. 79

30.11 – L’Europa matrigna che decide sulle forme delle angurie,per i disperati vuol dire libertà…

E dal 2004 che le elezioni europee hanno visto un calo di elettori considerevole.

In genere i cittadini vedono Bruxelles come un consiglio permanente di burocrati che decidono sulla forma delle angurie e delle banane ,ma che non garantiscono protezione ai cittadini, soprattutto indigeni bianchi e anziani.

Da qui la prospettata invasione di milioni di migranti da zone di fame,guerra,miseria di tutto il mondo viene sbandierata come sciagura da partiti xenofobi,razzisti,fascisti come Lega,Fdi in Italia,Le Pen in Francia,Orban in Ungheria, Vox in Spagna ecc.

Dopo che,storicamente,il proletariato italiano non è più emigrato in Germania,Francia,Svizzera a fare anche i mestieri più umili, e’ toccato a milioni di mussulmani,neri,asiatici prendere sulle spalle il fardello dei bassi salari e dello sfruttamento.

Si ricordi che dal 1990 anziché importare in Europa lavoratori a basso costo dai paesi poveri,come avvenuto in passato,le aziende tedesche,britanniche,francesi,preferirono delocalizzare le proprie aziende in Brasile,Nigeria,Portogallo,Romania che portarono delocalizzazione in Europa e disoccupazione soprattutto in Francia e Regno unito.

Poi visto i costi sociali che il capitalismo occidentale doveva pagare per pre-pensionati e cassa integrati, l’importazione di forza lavoro è ripresa coi flussi migratori dagli anni novanta in poi.

Così oggi il proletariato trans nazionale europeo è una miscela di giovani sottoccupati,di nuovi miserabili soprattutto extracomunitaridi seconda generazione, che si sommano alle povertà indigene soprattutto nel sud Italia e nelle banlieue delle aree depresse di Francia,Germania,Regno unito.

Fra gli europei poveri infatti ci sono magrebini,africani,sik,pachistani,siriani,iraniani,iracheni etc non solo uomini bianchi di razza caucasica e cristiani,come vuole la demagogia fascista di Salvini e Meloni.

Per questo “Europa” per milioni di migranti vuol dire democrazia, libertà, possibilità: negare loro questa aspirazione con identità religiose,nazionaliste, senza investire in accoglienza, è da incivili.

A cui si aggiunge l’imbecillita ‘comune plebea.

Una imbecillità voluta,fattasi analfabetismo storico,e cementata attraverso internet anche dall’estrema sinistra ( Sic) dei taxi del mare cinque stelle,dal nazional socialismo etimologico dei Rizzo,Fusaro etc.

Da qui il problema di asilo politico,immigrazione,razzismo e capitalismo criminale sostenuto anche dai nostrani servi del profitto .

28.11 Il realismo dei Putin – Khamenei parla di un mondo violento e prevedibile:il dio dei tagliagole…

I continui bombardamenti di Putin su Kiev ,Kherson e tutto ciò che si muove,che costringono la popolazione al freddo a fornirsi d’acqua alle fontane,che fanno mancare la luce e l’energia per ospedali e vita quotidiana,stanno passando come ulteriore prassi della denazificazione dell’Ucraina.

È la vendetta del governo russo vs.l’Ucraina dopo la sconfitta di Kherson: Putin dice alle donne russe di non credere alla TV e a Internet,la guerra la sta vincendo lui.

Ma ci vogliono più morti,donne e bambini ucraini soprattutto, per risvegliare la coscienza democratica del “io non sono con Putin,ma”…

Senza contare il “dove eravate”alla bomba di Hiroshima.

Dall’altra parte gli atlantisti alla Meloni e Salvini votano a favore di Orban,riguardo la denuncia dei diritti violati in Ungheria da parte dell’Europa.

Si parla di pace a sproposito e solo quando si rammenta dell’invio di armi all’Ucraina.

Causa guerra in Italia si devono pure pagare bollette astronomiche: ma insomma, quel comico filo nazista vuol vederci tutti morti ?

Si tratta di una forma di realismo avallato soprattutto da una pletora di patetici,ma comodi vecchi pensionati komunisti, o sgangherati gruppettari senili e /o giovannei che sulla guerra in Ucraina sono laconici come lo era la Pravda: se Putin spara sui civili avrà le sue ragioni, perché dietro Zelensky c’è la Nato.

Al consiglio europeo, che ha condannato la Russia e la sua pioggia di missili del 23 novembre definendolo uno stato terrorista, hanno votato contro i Cinque stelle,consci del fatto che i missili cadono lontani dalla loro demagogica e ondivaga prassi trasformista.

La manifestazione della pace di Roma è già lontana, così come è lontana qualsiasi concreta indignazione e manifestazione per quello che sta succedendo in Iran,dove la mattanza delle donne ribelli al criminale fascismo islamico, è citata solo alla fine di qualche talk,per grazia ricevuta.

Il più incredibile nel regno della mediocrità è Diba,filo iraniano,filo putiniano che mi sembra non abbia speso un post sulle strage in Iran..

Fa niente che Iran e Russia siano uniti nella lotta nella repressione dei diritti civili e che persino la nipote di Khamenei abbia dichiarato che il regime iraniano è da assassini.

Nel ricorso alla pace assoluta si vede la foresta,ma non gli alberi,e non si vedono gli alberi,ma la foresta.

I nostri pacifisti sono sicuri che le armi le diamo solo all’Ucraina?

Oppure quando le vendiamo a tutto il mondo,perché tutto fa Pil,siamo in regola con il Bilancio?

È vero,oggi gli spettri della crisi ambientale,della proliferazione nucleare,della trasformazione continua dei mezzi di produzione sono i problemi della nostra comunità .

Ma si credeva alla fine delle nazioni,dei blocchi,dei fili spinati.

Il realismo di Putin, Khamenei,della Meloni,di Salvini,di Orban,di Erdogan ha fatto del nazionalismo la testimonianza violenta e criminale dell’imperialismo.

Tanti,troppi italiani sono con questi zombi del nazionalismo reazionario.

25.11 – Una manovra perfetta per chi è privilegiato: Black comedy prevedibile.

Non è solo la linea dura sul Rdc, sui migranti,sugli invisibili che si spera che spariscano dalla faccia della terra.

La vera manovra è quella che considera chi ha poco, degno di aver poco, e chi ha tanto il privilegio di mantenerlo.

La tassa piatta non progressiva del 15 per cento fino a 85.000 euro e’ una soluzione ghiotta per chi lavora in proprio.

Se nel contempo però non aumenti considerevolmente le tasse sui gradi patrimoni , incoraggi condoni fiscali, e non investi in sanità,scuola,servizi sociali, premi inevitabilmente chi è abbiente.

E pensionati e lavoratori dipendenti pagheranno più tasse dei flatax.

La Meloni ha detto che è questo il primo step per la rinascita,che per avere il soldi del Pnrr bisogna avere i conti in regola.

Ha ragione,hanno fatto così tutti i governi dal 2011 in poi, quando il Silvio Tremonti Governo andò a sbattere, e lei era già nel giro dei ministri del centrodestra.

Ma sempre il carico fiscale rimane sulla spalle dei disgraziati che tirano la cinghia con salari fra i più bassi d’Europa.

Non è retorica a buon mercato.

Se Meloni rivendica che il governo ha pensato a ceto medio e famiglie non si capisce perché non abbia tassato extraprofitti, abbia invece aumentato il contante a 5.000 euro,non abbia prodotto norme severe sull’evasione fiscale facilitando la tregua fiscale alla faccia di chi le tasse le paga.

Gira e rigira fra le balere, nella prima bozza della legge di Bilancio ci sono le solite cose di tutti i governi per fare cassa :accise sulle sigarette,detassazione mance,cuneo fiscale da poveracci.

Le pensioni a 41 anni di contributi e 62 di età vs la riforma Fornero sono il piatto forte della Lega, sembra interessino 48.000 lavoratori nel 2023.

Buon per loro.

Accontenta giustamente i garantiti,ma l’introduzione dei voucher penalizza chi aspira almeno ad un contratto a termine con versamenti contributivi regolari.

Un colpo al cerchio e uno alla botte,il bastone e la carota,o mangi sta minestra o salti dalla finestra ..

Pure Calenda e Renzi hanno definito la manovra una tisana per battere la recessione,in attesa di trovare un posto al centro…del governo.

Meloni,nervosa contro i giornalisti ( il suo vittimismo è ributtante), accusati sottotraccia di essere al servizio della sinistra Ztl,ha inaugurato i cinque anni di legislazione perfetta.

Con una politica estera e filo atlantica e i soldi dell’Ue gli italiani possono dormire sonni tranquilli, c’è l’Evita della Garbatella a vigilare.

Giorgetti della Lega,draghiano con la testa sulle spalle,sa che la manovra è impopolare,ma per l’Europa basta non sia populista.

Tanto le pensioni minime sono rimaste minime (non quelle che voleva elargire Silvio dai mille euro), e il divario fra Nord e Sud,enfatizzato dall’egoismo leghista,sarà compensato dal ponte sullo stretto che Salvini caldeggia coi fondi europei.

No,non si poteva fare di più per i benestanti,e non si poteva fare di meno per i proletari veri.

Ed è inutile che il gerarchismo dica che non ci sono risorse,lo sapevamo anche prima,visto che il caro bollette era già un macigno con il governo Draghi.

Il governo, appoggiato anche dagli strati popolari, sa che la sinistra o come si chiama,se continuerà a piangersi addosso avrà lunga vita.

Interessante sarà vedere la reazione sindacale.

Nessun allarmismo è solo la prima bozza,la seconda sarà meglio della terza?

Storia e cronaca

23.11 Fenomeno Great Resignation e Rdc: rifiuto dell’alienazione e caccia al povero…

All’inizio il problema è stato preso sottogamba.

Nel 2020 e 2021 la pandemia generando lo Smart working da casa ha incrementato anche in Italia un fenomeno incredibile.

Le dimissioni volontarie, in particolare di giovani dai 25 ai 35 anni, dal lavoro subordinato,anche a tempo indeterminato, che stando a casa hanno potuto valutare i pro e contro della loro vita, sono ormai un fenomeno molto diffuso.

I più qualunquisti e ciechi ai nuovi mutamenti all’inizio hanno parlato subito di reddito di cittadinanza,di poca voglia di lavorare dei giovani,di mancanza di umiltà,di nessuna propensione a fare la storica gavetta.

Ora che il Rdc ha avuto un ultimatum al 2024, con una caccia al povero abominevole, da parte del compassionevole Governo Meloni, ,vedremo se il reddito vs. la povertà avrà una valenza positiva nella ricerca di un lavoro.

Si ricorda che secondo il governo il reddito verrà tolto agli occupabili..che se non trovano lavoro dovranno passare alla Caritas per sempre.

Comunque proprio in questo anno solare,visto che il fenomeno si sta diffondendo ulteriormente anche in Italia ( è made in Usa,naturalmente) gli studiosi più sensibili e attenti hanno capito che non si tratta solo di bassi salari,orari impossibili, straordinari non pagati,ma di qualcosa che ha a che fare con l’alienazione sul lavoro di intere generazioni scontente e deluse.

La qualità della vita è sotto la lente d’ingrandimento della dialettica vita – lavoro subordinato,il si vive per lavorare e si lavora per vivere è in crisi,nonostante la recessione economica.

I nati fra il 1985 e il 1996 ( generazione Z) sono inconsapevoli fautori della filosofia del yolo,you only live once,si vive solo una volta, che costituisce quella che un professore di management dell’università del Texas ha definito Great Resignation.

Il partito delle dimissioni volontarie in Italia,secondo i dati dell’Inps è composto da 3.322.000 lavoratori,nei primi sei mesi dell’anno.

Non è che poi non facciano nulla: magari si inventano lavori,iniziative,laboratori,volontariato nel terzo settore,artisti di strada etc.

Si trasferiscono da città dove la vita costa cara a luoghi in campagna più a buon mercato, dove si vive anche con poco facendo lavori artigianali, oppure in attività agricole come produttori in proprio.

Quando negli anni settanta si parlava di rifiuto del lavoro,era differente: indicava quegli operai che la tradizione novecentesca fordista aveva ridotto ad automi senz’anima.

Oppure di hippies e di giovani che non volevano integrarsi magari avendo letto ” il diritto all’ozio” di Paul Lafarge,genero di Karl Marx.

Gli operai erano avversati da tutti,PCI e sindacati compresi, perché considerati lavoratori poco credibili,scansafatiche, assenteisti.

Al massimo,avanguardie massimaliste legate all’attività del ribellismo operaio frutto dell’autunno caldo .

Oggi la massa della Great Resignation invece conduce ad un malessere generazionale che coincide con vuoto esistenziale,mancanza di motivazioni, rifiuto dell’ingranaggio del carrierismo.

La domanda è la solita,retorica e banale: sono giovani che non hanno bisogno di mangiare.. che sono privilegiati rispetto ai loro coetanei che rischiano la morte in mare per un lavoro, oppure sono quelli che hanno capito che il lavoro buono è quello che realizza se stessi come persone.?

(Sembra comunque che anche i loro capi,i vari direttori, i manager abbiano compreso che non basta monetizzare il tempo,bisogna viverlo).

Oppure, e si può andare all’infinito, sono un ceto medio così proletarizzato da non poterne più di un lavoro qualsiasi, che tende a fare proprio il binomio del pane e delle rose?

Naturalmente trattasi di giovani in genere laureati,diplomati che rifiutano secondo me una cosa semplicissima: lo sfruttamento finalizzato solo al profitto.

Posso sbagliarmi,ma il Charlot dei Tempi moderni non abita più qui.

Non siamo nemmeno al “giro,vedo gente” di Ecce Bombo..

.

21.11 – Pensiero dominante: l’importante è vivere con moderazione in una zona grigia rassicurante…

Azioni realistiche,non eroiche.

La raccomandazione emerge da ogni parte in modo trasversale.

Il “Razzi Crozza” del fatti i caz…i tuoi sta facendo scuola,non c’è che dire.

Per chi fa politica a destra sembra, ad esempio, che i diritti civili siano un di più,un qualcosa che riguarda semmai gli intellettuali o chi può permettersi il lusso di non essere una persona normale che si guadagna il pane sudando.

Ma anche a sinistra non si scherza.

Quando parli di migranti,di Lgbt,di detenuti,di prostituzione,di tossicodipendenza,di emarginati con patologie psichiche,destri veri e sinistri finti fanno finta che la sofferenza materiale e morale di questi cittadini entri in un pianeta di rivendicazioni da sottoproletariato.

Non è il momento”ci “sono problemi più rilevanti” si dice a destra e da una sedicente sinistra, sempre più vicina alla mera conservazione collettiva del proprio ego materiale, ( non certo storico materialista).

Ius soli,eutanasia, parità coniugale,diritti dei detenuti ,41 bis..si vedrà,si vedrà..

Quando parli a questi di libertà devi specificare se questa sia anarchica,borghese,socialista,religiosa ,individuale,collettiva.

La libertà divisa,centellinata,soppesa, è un obiettivo della destra estrema, che contagia anche una psicoideologia sinistra alla ” noi siamo comunisti”, per cui tutto il resto ne consegue.

Gli ideali politici hanno poca credibilità per la ggente,meglio concentrarsi allora sull’interesse di bottega sicuro e trovare un posto nel vago concetto di società civile.

Viene fuori così una catastrofe culturale per cui è difficile entusiasmarsi per battaglie che trovano risposta nella zona grigia rassicurante della legalità e dell’appartenenza corporativa.

Liberi tutti?

Ma da cosa,se basta che ti garantiscano un adeguato consumo per sentirti appagato.

La miseria la risolvi calibrando il reddito di cittadinanza e i bonus,riuscendo a pagare le bollette per comprare l’ultimo telefonino.

Le idee dominanti sono quelle della classe dominante ,scriveva Marx, senza pensare che fra i dominati avrebbe trovato l’unione radicale di zone grigrie di destra e sinistra.

Ridateci Pier Paolo Pasolini.

E pure Marcuse e Adorno,solo per fare due nomi.

18.11 Bisogna scusarsi per essere Antifa di sinistra: fascisti dai, è Palmiro che vi ha resi liberi

Nella lotta contro il nazifascismo i comunisti furono in prima linea in tutta Europa fra le fila della Resistenza.

Stimati pure da Churchill i partigiani Jugoslavi liberarono il loro paese da soli,senza l’aiuto di Stalin ad esempio.

In Francia lo stesso De Gaulle riconobbe il tributo di sangue pagato dai comunisti nella lotta contro il governo di Vichy di Petain.

In Italia,senza nulla togliere a democristiani,repubblicani o liberali, socialisti e comunisti e anarchici furono decisivi nella lotta per la Liberazione.

Potrei annoiarvi nell’elencare i meriti della sinistra in armi vs. Hitler e Mussolini in Cecoslovacchia, Belgio,Grecia, Olanda..

Questo fino a ieri.

Con il governo dei finti conservatori e autentici reazionari di oggi, bisogna invece sottolineare che il massimo tributo di sangue per la liberazione dal Male Assoluto della sinistra socialista,anarchica,comunista, non portò alla libertà,ma al pericolo comunista.

Cioe’ bisogna dire che in fondo la Resistenza nella seconda guerra mondiale fu l’inizio della guerra fredda e dell’assalto comunista alla libertà del dopo guerra, sottoscritta anche dall’Msi.

Per quello che continuano a ripetere che l’anticomunismo anche di marca fascista salvò l”Italia dalla dittatura modello sovietico.

Questa interpretazione, cavallo di battaglia di mister B,fa dire alla Meloni che i totalitarismi sono stati la stessa cosa,e che entrambi vanno condannati.

Ci mancherebbe,ma in Italia il totalitarismo nazi – fascista , è stato quello del Ventennio e della Rsi.

Così il vittimismo dei fascisti degli anni settanta,non emarginati,ma foraggiati dai poteri forti di allora ( borghesia nera,piduisti,democristiani di destra,mafiosi e padroni di ogni latitudine), è motivo di rivalsa della fascista per eccellenza : Giorgia Meloni.

Poveraccia…non tiene conto dell’amnistia di Togliatti

Sfilata nera,a Milano,nessun intervento forze dell’ordine…29 aprile 2022

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